Clicca per leggere:UNA GRAN FATICA PER GIORGIA MELONI CERCARE UN EQUILIBRIO TRA QUANTO DETTO NEGLI ULTIMI ANNI RAPPORTANDOLO AI NUOVI SCENARI TRUMPIANI DEVE GIOCARE UNA "PARTITA DOPPIA"
Quel "volevo morì" espressione romanesca sfuggito a microfoni ancora aperti al termine dell'intervento in videoconferenza fatto ieri sera da Giorgia Meloni in occasione del raduno annuale con i conservatori di tutto il mondo ( a Oxon Hill presso Washington )RISPECCHIA FEDELMENTE L'IMBARAZZO in cui si è trovata la Premier che doveva soddisfare quella platea non di certo pro Ucraina,dopo oltre 2 ANNI IN CUI NON C'ERANO STATI TENTENNAMENTI SUL TOTALE APPOGGIO ITALIANO A ZELENSKY.Un bel problema,quindi,e c'è da capire se questo esercizio di equilibrismo assoluto sia stato capito ed efficace.Non di certo dagli oppositori italiani molto più abituati dei politici USA a "spaccare il capello",forse sufficiente per la platea amica cui era indirizzato il messaggio.A dire il vero sono già numerosi i possibili "voltafaccia" cui Meloni deve prestare attenzione ma in questo è facilitata dalla assoluta inconsistenza delle opposizioni che continuano ad essere divise su tutti i temi caldi e di cui non si intravvede amalgama pur sulla carta avendo anche teorica possibilità di futura maggioranza.Insomma Meloni pur in evidente "difficoltà" di coerenza,può dormire sonni tranquilli.Se poi sarà lei l'anello di congiunzione tra USA e Europa sia in tema di chiusura del conflitto russo-ucraino o più in generale per dare una diversa impronta politica ad una UE che appare del tutto inadeguata ad avere un suo peso anche militare ( non esiste un suo esercito) visto e considerato che gli USA a guida Trump sempre più si defileranno,allora,questa è un'altra cosa.Semmai c'è da dire che anche all'interno del suo governo Meloni ha i due vice che vanno da parti opposte.Con Trump senza dubbo alcuno c'è Salvini che non è di certo mai stato un sostenitore di questa UE che pensa più alle misure dei cetriolini ed ai tappi in plastica delle bottiglie che ad avere una strategia adeguata all'importanza del Pil prodotto,ma c'è anche un Tajani che anche lui fa opera di equilibrismo pur restando ancorato al "primo mantra ":con l'Ucraina sempre"
|